Cento anni fà in toscana le prime esperienze organizzate di scautismo in italia

GLI INIZI

In un mattino di primavera del 1910, a Bagni di Lucca, il maestro Remo Molinari stava facendo eseguire ai suoi allievi alcuni esercizi all’aperto, quando un distinto signore si fermò ad osservare la scena. Dopo qualche tempo si avvicinò, si presentò al maestro, gli diede alcuni suggerimenti, poi lo invitò a casa sua per il pomeriggio. Era Sir Francis Vane of Hutton, un baronetto inglese che soggiornava per lunghi periodi alle terme di Bagni di Lucca.
Il maestro Molinari si recò all’appuntamento piuttosto incuriosito, ma anche con una certa emozione: cosa mai poteva volere da lui un baronetto inglese? Sir Vane lo accolse gentilmente e, dopo alcuni convenevoli, iniziò a parlargli di un movimento giovanile che era nato in Inghilterra un paio di anni prima: lo Scautismo. Gli illustrò gli ottimi risultati raggiunti fino ad allora nella formazione morale, spirituale e fisica dei giovani e, alla fine, gli propose di dar vita agli scout a Bagni di Lucca.

IL DISTINTIVO

Nonostante diverse ricerche, sembra che nessuno dei distintivi consegnati ai Ragazzi Esploratori di Bagni di Lucca sia giunto fino a noi e quindi non si sa quale fosse esattamente il disegno di questo primissimo distintivo scout italiano, anche se si pensa che fossero distintivi di provenienza inglese. Successivamente il Vane scelse come distintivo pe

r i R.E.I. un giglio fiorentino con ai lati la sigla R-E (Ragazzi-Esploratori). Secondo alcuni storici dello Scautismo, questo giglio potrebbe non essere fiorentino ma potrebbe essere stato ripreso dai gigli, presenti ancora oggi, nel Reale Casinò di Bagni Lucca sull’architrave decorativa esterna e sulla decorazione del salone ducale. Questi sono però gigli borbonici e non fiorentini. Infatti l’edificio, in stile neoclassico, fu costruito negli anni in cui il Ducato di Lucca era governato da CarloLudovico di Borbone-Parma (1815-1847).

LA VISITA AL RE

Diversi giornali descrissero la cerimonia svoltasi a Bagni di Lucca e così l’iniziativa di sir Francis Vane fu conosciuta anche al di fuori della piccola cerchia di Bagni. Ma ciò che diede una risonanza molto più ampia all’iniziativa fu la visita effettuata al Re, Vittorio Emanuele III. Il Vane, grazie all’appoggio del Regio Commissario e del Prefetto di Lucca, che erano stati presenti alla cerimonia del “Giuramento” a Bagni, ottenne di essere ricevuto, insieme ad una trentina di Esploratori, il 6 novembre 1910, dal Re che in quel periodo soggiornava nella tenuta reale di San Rossore, a poca distanza da Bagni di Lucca.
Molti giornali parlarono dell’avvenimento, fra questi il “Corriere della sera”, “La Nazione”, “La Tribuna”, il “Corriere Toscano”, ecc. Il “Giornale d’Italia” dell’8 novembre 1910 così descrisse l’avvenimento: “Il Re e i Ragazzi Esploratori. Alle 10.30 poi S.M. passò in rivista la compagnia dei ragazzi esploratori dei Bagni di Lucca, una nobilissima istituzione che l’inglese Sir Francis Vane, un reduce dal Transvaal, ha fondato per educare i giovani alla bontà ed alla disciplina. I ragazzi, veri militari in miniatura, hanno tenuto un contegno così corretto da meritare l’ampia lode del Sovrano e delle persone del suo seguito. La compagnia dopo aver eseguito delle evoluzioni sul piazzale di San Rossore, si è allineata intorno ad una tavola riccamente imbandita ed [i ragazzi] hanno fatto molto onore ai dolci squisiti che loro erano stati offerti da S.M. Accompagnavano questi ragazzi oltre che il loro capo Sir Francis Vane, il comandante maestro Molinari, i signori Santini, Cherubini, Pistolozzi, il marchese Pucci di Firenze, il generale Ulbrich, il giudice Douetti pretore di Borgo a Mozzano, le signore Helen Zimmern e Luisa Ball: quest’ultima è la più fervente propagandista dell’istituzione. La compagnia fu molto festeggiata dalla cittadinanza. Ad esso fecero cortesi accoglienze il sindaco Buonamici, il principe Abamelek Lazarew ciambellano della corte di Pietroburgo.”
Un giornalista del “Nuovo Corriere”, presente a San Rossore, scrisse: “Sento una grande ammirazione (…) dal figlio del barone al figlio del falegname vestono ugualmente (…) i piccoli dissensi sono appianati da essi stessi riuniti in Corte d’onore (…) quando vanno sui monti piantano le tende e fanno essi stessi la propria cucina (…) l’avanguardia precede (…) son quattro ragazzi che si informano delle strade, delle fonti (…) e trasmettono messaggi al grosso della troupe (…)”.

LO SVILUPPO

A seguito delle notizie pubblicate dalla stampa, da varie parti d’Italia iniziarono a giungere a Sir Francis Vane numerose richieste di informazioni per aprire altri gruppi di Ragazzi Esploratori. Nel giro di poco tempo prese corpo una associazione, che assunse il nome di R.E.I., “Ragazzi Esploratori Italiani”. Il redattore del giornale “La Tribuna ” scrisse l’inno “Piccoli cavalieri” che il maestro e compositore Giacomo Puccini si impegnò a musicare. Si ha notizia di una ventina di Sezioni R.E.I. in tutta Italia, funzionanti o in costituzione.
Spesso però i R.E.I. venivano indicati, o anche loro stessi utilizzava
no, nomi differenti quali Piccoli Esploratori della Pace, Ragazzi Patrioti, Boy-Knight, Giovani Esploratori e altri. Questo successivamente ha causato qualche grattacapo agli storici dello scautismo, che si sono dovuti districare fra nomi differenti per i quali non sempre era chiaro se fossero, o meno, riconducibili ad una medesima iniziativa.

A NAPOLI, PORTICI E MILANO

La Sezione di Napoli fu fondata nel 1911 dall’inglese, Hector M. Bayon, con la collaborazione del cav. Attilio Curcio e del sig. Guido Fiorentino. La Sezione aveva un’organizzazione estremamente semplificata e non disponeva nemmeno di una sede. Le riunioni si tenevano all’aperto ed erano convocate attraverso cartoline postali, come quella qui riprodotta.
Collegata con quella di Napoli, nacque la Sezione di Portici, fondata da Guido Fiorentino. Nel suo viaggio di nozze, nel febbraio del 1913, Baden-Powell fece scalo a Napoli ed ebbe la sorpresa di incontrare i R.E.I. che lo condussero a visitare la loro sede.
A Milano, l’insegnante Ugo Perucci, conosciuta l’iniziativa del Vane, formò un gruppo che chiamò “Piccoli Esploratori della Pace”. Ebbe dei contatti con i R.E.I. di Genova ma volle mantenere indipendente la sua associazione. Dopo qualche anno e alcuni cambiamenti di denominazione, Perucci decise di darle il nome di “Associazione Ragazzi Pionieri Italiani” (A.R.P.I.). L’A.R.P.I. si diffuse in varie città italiane fino al 1927 quando, come le altre associazioni scout, fu sciolta dal fascismo.

A GENOVA

Da Genova un giovane insegnante di nome Mario Mazza, venuto a conoscenza della iniziativa del Vane, gli scrisse per avere informazioni. Vane invitò Mazza a prendere contatto con il dott. James Richardson Spensley. Questi era il medico di diverse società di navigazione inglesi che facevano base a Genova, era uno sportivo, socio del “Genoa Cricket and Athletic Club”. Aveva conosciuto Baden-Powell in Inghilterra, ricevendone in dono una copia autografata dello “Scouting for Boys” ed era tornato a Genova con l’idea di creare un gruppo di Scouts.
Mazza e Spensley invitarono a Genova sir Francis Vane per una conferenza, che ebbe luogo il 13 Novembre 1910 con la partecipazione di autorità genovesi e di numeroso pubblico. Al termine della serata fu costituita una commissione per dare vita alla Sezione genovese dei Ragazzi Esploratori Italiani. Come Presidente della Sezione fu nominato il colonnello Reghini, Commissario Delegato per la Liguria fu il dott. Spensley e Segretario l’insegnante Mario Mazza.
Ai R.E.I. genovesi non piaceva però il giglio scelto dal Vane perché lo ritenevano troppo elaborato. Mario Mazza disegnò vari modelli di giglio che però non piacquero. Alla fine i genovesi adottarono come distintivo un giglio di foggia medievale, che avevano trovato su un arco nella chiesa sconsacrata di S. Agostino dove avevano la loro sede. Questo giglio, che fu adottato anche da qualche altra Sezione R.E.I., sopravvisse ai R.E.I. ed ebbe una lunga storia perché per alcuni anni (dal 1912 al 1917) fu il distintivo del C.N.G.E.I. e, dal 1916 al 1974, quello dell’A.S.C.I..
Purtroppo, dopo un inizio promettente, verso la fine del 1911 la Sezione R.E.I. di Genova entrò in crisi perché il Presidente della Sezione, colonnello Ottavio Reghini, operava per portare i R.E.I. nel ricreatorio giovanile “Victor Descalzi” legato all’ambiente della massoneria genovese. Questo non poteva certamente trovare d’accordo il Segretario della Sezione, Mario Mazza, che era cattolico. Come conseguenza, Mario Mazza uscì con i suoi Esploratori dai R.E.I. e fondò i R.E.C.I., “Ragazzi Esploratori Cattolici Italiani”.
Questa presenza della massoneria nello Scautismo non fu un fatto sporadico, o casuale. Sir Francis Vane era massone e utilizzò amicizie e conoscenze nell’ambiente massonico per diffondere la sua associazione in Italia.
Anche Spensley abbandonò i R.E.I. e fondò un suo gruppo che in alcune occasioni fece attività con gli Esploratori di Mazza. Successivamente Spensley entrò nel C.N.G.E.I. occupandosi dello sviluppo a Genova e a Savona fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

LA FONDAZIONE UFFICIALE

Il 18 dicembre 1910 Sir Francis Vane convocò a Firenze un convegno delle Sezioni R.E.I. esistenti. Vi parteciparono sia i dirigenti che i Ragazzi Esploratori. Furono presenti le Sezioni di Bagni di Lucca, Viareggio, Lucca, Pisa, Perugia, Firenze, Genova (con Reghini e Spensley) ed altre Sezioni del centro-nord Italia. Il convegno iniziò al Parco delle Cascine, dove Sir Francis Vane e il marchese Orazio Pucci passarono in rivista i ragazzi, ai quali fu poi offerto un rinfresco alla Casa Giacosa.
Nel pomeriggio i Ragazzi Esploratori assistettero ad uno spettacolo cinematografico seguito da una rappresentazione al Teatro Alfieri.
I dirigenti, invece, parteciparono, unitamente a numerose altre personalità, ad una “adunanza” (che sarebbe più esatto definire assemblea) presieduta dal conte Lanfranco Carnevale, nella sala della Società Leonardo da Vinci nel palazzo Corsi (9).
Sir Francis Vane illustrò gli obiettivi e il metodo della nuova organizzazione, auspicandone lo sviluppo in Italia. Il suo discorso, in inglese, fu tradotto dal sig. Poggiali. Seguirono diversi altri interventi e poi si discusse, molto animatamente, su come dovesse essere tradotto in italiano il termine inglese “Boy Scouts”.
La Sezione fiorentina aveva adottato la denominazione di “Ragazzi Patrioti”, ma il nome non piacque agli altri partecipanti e, dopo una lunga discussione, fu approvato a maggioranza il termine di “Ragazzi Esploratori”.
Si passò quindi alla nomina dei vari organismi. Il Comitato d’Onore risultò composto dal Sindaco di Firenze, dal Principe Corsini, da Pasquale Villari (10), dal Generale Viganò (11). Il Comitato Centrale, composto da una trentina di persone, annoverava nomi importanti della nobiltà e dell’alta società fiorentina. A Sir Francis Vane fu affidato l’incarico di Ispettore Generale, in pratica era il vero dirigente responsabile dell’associazione.

SIR FRANCIS VANE

Sir Francis Patrick Fletcher Vane, 5° baronetto di Hutton, era nato il 16 ottobre 1861 a Dublino, in Irlanda, da padre inglese e madre irlandese. Era cresciuto a Sidmouth nel Devonshire. Anche lui, come Baden-Powell aveva studiato a Charterhouse, aveva poi frequentato il Military College a Oxford ed aveva intrapreso la carriera militare. Dal 1899 al 1902 fu in Sudafrica dove partecipò alla guerra contro i Boeri. Dal Sudafrica scrisse diverse corrispondenze di guerra per alcuni giornali inglesi e pubblicò pesanti critiche contro i sistemi di guerra britannici e il comportamento verso i civili Boeri. Nel 1916, durante la rivolta di Pasqua degli irlandesi contro la dominazione britannica, presidiò con circa 300 uomini i Portobello Barracks a Dublino.
La repressione britannica della ribellione irlandese fu molto dura, diversi insorti furono condannati a morte e giustiziati.
Sir Francis Vane si impegnò per far arrestare e giudicare alcuni militari inglesi che avevano compiuto atti criminali contro i cittadini irlandesi ed ucciso a sangue freddo lo scrittore irlandese Skeeny Skeffington.
Questo gli costò la carriera militare, perché fu congedato dall’esercito britannico.
Sir Francis Vane aveva sposato nel 1888 Anna Oliphant (morta nel 1922) terza figlia del Barone da Costa Ricci e, in seconde nozze, nel 1927, Kathleen, figlia di George Henry Crosbie. Sir Francis Vane non ebbe eredi. Scrisse alcuni libri, fra i quali ricordiamo: “The War One Year After”, sulla Guerra Anglo-Boera e sui metodi utilizzati dai britannici per debellare la resistenza dei Boeri, “On Certain Fundamentals”, sulle sue idee politiche e filosofiche, “Walks & People In Tuscany”, 300 pagine sui suoi viaggi in Toscana e regioni limitrofe, “Agin the Governments – Memories and Adventures of Sir Francis Fletcher Vane”, le sue memorie che pubblicò nel 1930. Morì il 10 giugno 1934 all’età di 73 anni.
Qualche autore sostiene che Sir Francis Vane fosse cattolico. Ma il Vane era di fede protestante e frequentava la chiesa protestante di Bagni di Lucca, come risulta da una testimonianza della figlia del maestro Molinari. Inoltre il Vane aderiva alla massoneria e, come si sa, questo per un cattolico non era (e non è) possibile.
Per molto tempo si era ritenuto che il ruolo di sir Francis Vane nella fondazione dei R.E.I. fosse stato piuttosto marginale e che quella di Bagni di Lucca fosse stata una “iniziativa effimera e poco seria”, come la definì parecchi anni dopo uno dei protagonisti della nascita dello Scautismo in Italia (14). Studi e ricerche accurate di un Capo del C.N.G. E.I. di Parma, Mauro Furia (15), hanno messo in luce invece che il ruolo svolto dal Vane fu molto importante e che egli contribuì in maniera determinante sia alla fondazione e sia al successivo funzionamento dei R.E.I.
Il Vane fu l’anima di questa piccola associazione, ne curò i rapporti con l’esterno (stampa, autorità, ecc), tenne conferenze sullo Scautismo, visitò la Sezione R.E.I. e attuò altre iniziative volte allo sviluppo della sua associazione.

IL DISSIDIO CON BADEN-POWELL

Il Vane era un dissidente dello scautismo di Baden-Powell. Anzi accusava Baden-Powell e il suo Scautismo di essere “militarista”. Inizialmente ne aveva fatto parte ed aveva avuto anche un incarico di notevole importanza, infatti nel 1909 Baden-Powell lo aveva nominato Commissario per l’area di Londra. Dopo alcuni mesi però il Vane era entrato in contrasto con il Quartier Generale dell’associazione scout britannica. Baden-Powell aveva cercato in tutti i modi di giungere ad un accordo fra le parti, ma senza riuscirvi. Il Vane allora si mise contro lo stesso Baden-Powell e, organizzando una vera e propria ribellione di numerosi capi londinesi, provocò una scissione nello scautismo inglese, aderendo, insieme a molti capi e ai relativi Riparti, ad un’altra associazione, i British Boy Scouts, nati poco tempo prima. I giornali parlarono ampiamente di questa situazione, creando a Baden-Powell imbarazzi e problemi a non finire.
Grazie anche all’azione e ai finanziamenti del Vane, i British Boy Scouts ebbero un notevole sviluppo e si diffusero non solo in Gran Bretagna ma anche in Canada, Australia, Nuova Zelanda, Hong Kong, Egitto, Sud Africa, India, creando anche parecchie difficoltà allo scautismo di Baden-Powell. Nel solo Regno Unito gli Scouts di Baden-Powell censiti in quegli anni erano 150.000, Parecchi Riparti aderirono ai British Boy Scouts, i quali a loro volta si unirono alla Boys Life Brigade formando così i National Peace Scouts e raggiungendo la non trascurabile cifra di 50.000 iscritti. Accanto al settore maschile fu creato anche il settore femminile denominato British Girl Scouts.
Per Baden-Powell non fu facile risolvere il problema creato dal Vane. Però questa situazione convinse Baden-Powell a lasciare la carriera militare e a dedicarsi interamente allo Scautismo. A Londra per parecchio tempo molti Capi, anche se rimasti nell’associazione ufficiale, restarono avversi alle linee del Quartier Generale britannico. Nella rivista dei capi londinesi, “The trail”, talvolta apparivano articoli critici sull’operato del Quartier Generale ed anche contro lo stesso Baden-Powell.
Oltre ai R.E.I., sir Francis Vane era in collegamento con altre iniziative scout, in particolare con Augustin Dufresne, un armatore francese che nel 1911 aveva fondato in Francia un’associazione scout, precorritrice degli “Eclaireurs de France”, con l’associazione “American Boy Scout”, fondata negli Stati Uniti nel 1910 da William Randolph Hearst, proprietario di giornali, e con una iniziativa scout in Belgio a De Panne.
Sir Francis Vane riunì tutte queste associazioni nella “Legion of World Scouts”, che di fatto fu la prima organizzazione mondiale scout e anticipò di diversi anni l’analoga iniziativa di Baden-Powell. L’11 novembre 1911, nella Cappella Reale del Savoy, il Vane fondò ufficialmente l’“Order of World Scouts”, che riprendeva e applicava all’intera federazione il tema della cavalleria. Anche la scelta della data della fondazione non fu casuale, infatti esattamente 8 secoli prima, l’11 novembre 1100, Baldovino I era stato incoronato Re di Gerusalemme. Sir Francis Vane divenne “Grand Scout Master” dell’Order of World Scouts, riprendendo il titolo di “Gran Maestro” che era prerogativa degli ordini cavallereschi di un tempo ma anche della massoneria.
Nel 1912, sir Francis Vane, che, oltre ad animare, finanziava anche personalmente sia i British Boy Scouts che l’Order of World Scouts, subì un pesante rovescio economico perché aveva speso gran parte del suo patrimonio personale per sostenere la struttura organizzativa dei British Boy Scouts e dell’Order of World Scouts, per finanziare l’acquisto delle uniformi, per numerosi viaggi in patria e all’estero allo scopo di diffondere la sua organizzazione. Il 18 luglio 1912 il Vane fu protestato e dichiarato fallito. Dovette quindi interrompere i finanziamenti e ritirarsi, abbandonando la sua organizzazione. Iniziò così una fase di declino di tutte queste associazioni. Molti Riparti dei British Boy Scouts chiesero di rientrare nell’organizzazione di Baden-Powell, altri si dispersero, altri ancora diedero vita ad iniziative differenti. In Italia a tutto questo si aggiunse la nascita, nel 1912, del Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani (C.N.G.E.I.), più strutturato, meglio organizzato, fortemente appoggiato dalle autorità civili e militari e nel quale, fra il 1914 e il 1915, entrarono le Sezioni R.E.I. rimaste dopo la partenza di sir Vane.
Sir Francis Vane riuscì dopo qualche tempo a rimettersi in piedi finanziariamente. Dopo la Prima Guerra Mondiale continuò a trascorrere lunghi periodi in Italia, mantenne dei contatti con lo Scautismo italiano e, al momento dello scioglimento, tentò di intervenire, ma senza successo, presso lo stesso Mussolini.

UNA VALUTAZIONE

Sir Francis Vane era un personaggio particolare, con passioni apparentemente contraddittorie e interessi molteplici. Un aristocratico democratico con simpatie socialiste e repubblicane, un ufficiale di carriera che fece comizi contro la guerra, un leale imperialista che sfidò sciovinismo e demonizzazione del nemico. In famiglia non era stato il primo Vane campione delle libertà, infatti un suo antenato, Sir Henry Vane, anche lui di carattere piuttosto indocile, fu giustiziato nel 1662 dal re Carlo II Stuart.
Uno dei biografi di Baden-Powell, parlando del Vane lo ha definito “un uomo sconcertante” a causa della sua natura “attiva, vivace e fantasiosa”, che fece presa su Baden-Powell. Accanto a questa sua natura, però, il Vane aveva un “modo di fare volubile” che lo portò presto ad entrare in contrasto con gli altri dirigenti scouts inglesi “.
Comunque, quali che siano stati il suo carattere o i suoi difetti, è innegabile che sia stato lui a lanciare il primo seme dello Scautismo in Italia e, anche se i R.E.I. ebbero una vita molto breve, la loro eredità fu presto raccolta da altri.

Attilio Grieco
da Esperienze e Progetti 183